Gli Umbri nell’antichità erano considerati una sorta di nazione che parlava l’osco-umbro corrispondente a popoli che oggi vengono definiti Italici.
Il termine Umbri venne usato sin dall’antichità per indicare le popolazioni che si estendevano dal Po’ al Tevere a formare quella che era chiamata la Grande Umbria che comprendeva l’Umbria, parte del Piceno, dell’Emilia e Reatino.
La nostra civiltà è testimoniata nelle Tavole Iguvine presenti a Gubbio.
Le testimonianze di continuità con il passato si notano nella urbanistica, nel folclore e nell’arte culinaria.
facendo riferimento ai cibi utilizzati durante i banchetti sacri: la“crescia” (in umbro, mefa), la coratella d’agnello (sopa ones sacres frehta), il pregiato tartufo (tartufro), la zuppa di farro (ius farsiu), il brustengo (poni frehtu) e l’idromele (udor melso).
